lunedì 24 dicembre 2012

Burrone fiscale e scoppio della bolla borsistica



Il primo giorno di apertura delle borse nell'anno 2000, ci fu un clamoroso crollo. Dissero che era una presa di beneficio dopo un periodo "toro" molto prolungato. Fu invece lo scoppio della bolla dei titoli tecnologici. Titoli basati su portali web, avevano raggiunto valori superiori alla capitalizzazione di importanti gruppi produttori di elettronica, ma anche di produttori automobilistici o gruppi distributori d'energia. Per esempio all'epoca Yahoo.com aveva una valutazione stratosferica.

In Italia aveva avuto una crescita incredibile il titolo di Tiscali, ma anche quelli legati alla telefonia mobile. Pareva che i titoli legati ad internet ed alla tecnologia software, più che a quella hardware, non dovessero fermarsi mai. Il loro valore era ormai totalmente disgiunto dai fatturati e basato unicamente su previsioni super generose di sviluppi futuri e contatti web. Oggi sappiamo che queste tecnologie avranno un glorioso futuro, ma forse non così ottimistico come si pensava prima del 2000. E soprattutto sappiamo che investire in modo scriteriato su una singola azienda non ha senso, poiché in questo mondo si passa dalle "stalle alle stelle" e viceversa in modo repentino. Yahoo.com è stata in seguito surclassata da Google.com giunta quasi all'improvviso al successo, e domani anche quest'ultima potrebbe perdere i favori del dio mercato.

Anche in questi giorni, molti esperti di cose di borsa avvertono che le borse mondiali sono salite senza nessun legame con la situazione effettiva dell'economia. Nel caso odierno, a far crescere i valori di borsa, non è un'aspettativa esageratamente ottimistica sul futuro. Anzi, il futuro è visto piuttosto nero. La crescita dei listini è dovuta piuttosto da una speculazione spicciola, basata sulla spinta artificiale delle banche centrali. Soprattutto la Fed, la banca centrale inglese e giapponese, che hanno drogato il mercato valutario con l'emissione di notevoli quantità di moneta a sostegno dei titoli di debito. Attualmente la Fed "stampa" la bellezza di 40 miliardi di nuovi dollari al mese circa.

"Vi ricordate David Tepper, il gestore Hedge Funds che nel 2010 intuì con preveggenza lo scenario rialzista dell'azionario americano basato sulla Bernanke Put e sullo schema WIN-WIN?Per chi non si ricordasse come funziona la suddetta "configurazione" che tante BOLLE sta ri-gonfiando sui Mercati...ecco qua:
...
la FED con la sua promessa di intervenire in qualunque momento se necessario ha messo in piedi una gigantesca PUT Option aggratis....
Insomma:
se l'economia USA migliorerà i Mercati azionari saliranno,
se l'economia USA peggiorerà la FED interverrà pesantemente col QE ed i Mercati azionari saliranno lo stesso

WIN-WIN! Non si può che vincere"

(www.ilgrandebluff.info)

Ma cosa accadrebbe se l'amministrazione americana non riuscisse a trovare un accordo per evitare il "fiscal clift"?

"Obama vuole che Camera e Senato procedano velocemente all'approvazione di un piano che rinnovi gli aiuti ai disoccupati ed estenda i benefici fiscali, in scadenza con l'inizio del nuovo anno, per il 98% dei contribuenti americani, ossia alla classe media composta da coloro che generano redditi annuali fino a 250.000 dollari.
...
Il presidente ha fatto il conto alla rovescia, ricordando che mancano dieci giorni al prossimo primo gennaio, quando tagli automatici alla spesa e incremento delle aliquote fiscali per tutti i contribuenti americani entreranno in vigore
...
Manca poco "a una delle peggiori tragedie che si possano ricordare", ha aggiunto il presidente riferendosi agli effetti negativi che la mancanza di un accordo potrebbe avere sull'economia americana proprio ora che "ci sono segnali di miglioramento"."

(qn.quotidiano.net)

In pratica precipiterebbe gli Usa in una nuova pesante recessione. Una recessione che metterebbe gli investitori di fronte al bluff del giochini "Win-Win". Di fronte alla reale situazione comatosa dell'economia americana, anche la residua fiducia garantita dal pompaggio della Fed potrebbe svanire.
Come nei primi giorni di gennaio del 2000 divenne evidente che l'eccessiva fiducia nei titoli tecnologici era un'imprudenza, nei primi giorni di gennaio 2013 la borsa americana, e di conseguenza le altre importanti mondiali, potrebbero improvvisamente essere investite da un'ondata di sfiducia. Gli investitori del resto, prima o poi dovranno prendere atto che continuare in questo gioco d'azzardo esagerato potrebbe essere pericoloso. Credo che quelli che conducono il gioco lo sappiano bene.

Il problema è che quando ci sarà il crollo, sarà decisamente doloroso e contribuirà ad incrementare il clima di sfiducia in tutto il mondo. Farà venire fuori tutte le magagne che ora sono state abilmente nascoste, dai derivati ai titoli tossici inesigibili. Ci saranno ancora banche da salvare, e forse questa volta non sarà più possibile farlo con nuovo debito pubblico. Dovranno essere nazionalizzate e forse liquidate. Si perderanno ulteriori posti di lavoro, gli Stati dovranno trovare un modo per sostenere situazioni sociali difficili, se non vorranno essere travolti dalle rivolte.

Se Congresso e Presidente Obama riusciranno a trovare un accordo in extremis, si eviterà probabilmente un improvviso salto nel buio. Ma dato che a qualcosa si dovrà rinunciare, cioè le tasse in Usa dovranno aumentare un po' per qualcuno e i tagli statali dovranno essere in parte adottati, qualche conseguenza di lungo periodo ci sarà. E' ovvio che non si sta andando verso un periodo di crescita impetuosa e grande ottimismo economico. La bolla potrebbe quindi sgonfiarsi ugualmente, ma probabilmente in modo meno traumatico.

domenica 23 dicembre 2012

Non nasce Montero



Monti non si candida, perché gli italiani non si chiamano tutti Napolitano, e invece di nominare un "salvatore d'Italia", di solito votano un po' come pare a loro. Purtroppo questa delle elezioni imprevedibili, è una "riforma" a cui il governo Monti non è riuscito a porre mano...

Quindi un partito di Monti sarebbe obbligato a subire la concorrenza di altri partiti, che ovviamente, dal punto di vista europeo e tecnico, non avrebbero i requisiti necessari. Ma da Bruxelles non è ancora arrivata una direttiva relativa. Per questo sia Berlusconi che Bersani (con il pericoloso Vendola) guasteranno il Natale al vero e unico candidato a premier (che da quest'anno è una parola tedesca che vuol dire "governatore coloniale") del 2013.

Comunque, su questo blog, utilizzando i nostri centri studio demoscopici di rilevazione degli orientamenti politici italiani a spannometro, già il 30 marzo di quest'anno, sapevamo quali erano le potenzialità di un partito di Monti, il cui simbolo proponevamo in anteprima (vedi sopra):

"Quando nel 2013 si tornerà a votare, il prof. Monti potrà finalmente scendere in campo con il suo nuovo partito. Un partito di ispirazione liberal-neonazista, che dopo l'esperienza di governo attuale potrà ambire ad un buon successo. Con la possibilità di arrivare anche al 5-10% di elettorato estremista. Più o meno in tutte le nazioni gli estremisti si collocano in questa forbice. E' anche l'elettorato che gli rimarrà fedele dopo tutte le manovre e "riforme".

Difficile capire con chi potrà coalizzarsi. Potrebbe avere buone chances di allearsi con il terzo polo di centro, se non fosse per la contrarietà degli ambienti ecclesiastici che non amano troppo il motto antisociale dei montiani. Anche nel Pdl, gli ex missini ambirebbero ad un'alleanza, ma comprendono che il loro elettorato ormai non è più abituato a certi estremismi in stile anni '50. Non parliamo del centro sinistra, dove alcuni ex margheritini si erano affezionati al guardaroba del Mago Monti, ma hanno dovuto ammettere che l'abolizione dell'art. 18 mette in cattiva luce anche il loden migliore.

Quindi il nuovo partito Montero correrà alle elezioni da solo, andando ad occupare quei seggi un pò in disparte e polverosi, abbandonati dal Msi alla fine della I repubblica dopo lo sdoganamento berlusconiano.
E' lo strano ripetersi dei cicli storici, sempre uguali e sempre diversi. Dai nostalgici della dittatura mussoliniana, ai nostalgici della dittatura Goldman Sachs..."

(Vota Montero)

Anche i migliori centri studi demoscopici possono commettere piccoli errori. In effetti non c'è stata la contrarietà degli ambienti ecclesiastici, anzi... Ed inoltre il partito Monti non entrerà in Parlamento, in quanto, dopo attente verifiche della ragioneria di Stato, pare proprio che il 10% dei voti non consentano la maggioranza parlamentare, anche modificando all'uopo il Porcellum.

Ma sulle percentuali raggiungibili dal nuovo partito non mi sono sbagliato di molto.

Letture pertinenti:

Il Grandioso Discorso alla Nazione di Mario Monti (Rischio Calcolato)

Il tecnico non è fesso e studia da lontano (Il Fatto Quotidiano)

Mario Monti in conferenza stampa: “Candidato premier con chi sostiene mia agenda” (Blizt quotidino)

Monti a nudo: offesa al comune senso del pudore politico (il simplicissimus)

Tutti con Mon-TINA…o no? (Il Fatto Quotidiano)

Breve storia di un fallimento prevedibile

produzione industriale in epoca montiana


L'andamento dei partiti tra 2011 e 2012, Monti ha terremotato anche la politica


"Monti è finito" è stato il titolo che ho dato a cinque post, a partire da aprile. Quando si sono cominciate a vedere le profonde crepe nella politica di austerità perseguita dai tecnici.

Ad aprile giungevano segnali di crollo della produzione industriale, eppure i media nazionali principali soprassedevano e sminuivano i problemi. Così scrivevo al riguardo della politica economica di Monti ad inizio aprile:

"Troppi errori, troppo appiattimento sulle richieste teutoniche. L'evidente follia di questa politica imposta dalla Merkel, dai suoi ministri, e dai suoi banchieri sta dando i risultati conseguenti. Recessione in tutto il sud Europa.
...
Ancora non vedo il prof. Monti affiancato alle parole "spread", "borse a picco", "caduta della produzione" sui principali quotidiani nazionali, quasi che le dinamiche dell'economia siano sganciate dalle decisioni prese dal governo tecnico. Ma ormai anche questa premura mediatica non riesce a nascondere il fallimento di questo governo. Tirerà a campare ancora per un pò, in assenza di alternative e per apatia del Parlamento che non sa a che santo votarsi. Ma non ha più grandi prospettive davanti a se.
...
il popolo italiano comincia a comprendere l'assurdità della situazione, anche se non è aiutato dagli intellettuali ancora tutti inchinati alle maestà del governo tecnico.
...
Ma è comunque evidente che il problema principale è l'austerità. L'euro, moneta straniera, unito alla politica del "Salasso medievale" sta abbattendo le nazioni periferiche Piigs."

(Monti è finito)

L'immagine del salasso, non era di mia invenzione, ma comunque lo stesso riferimento lo ha fatto Krugman le cui considerazioni sull'euro e sull'Europa sono state riportate dal Sole24ore qualche giorno fa:

""L’austerità non funziona e la partenza anticipata di Mario Monti ne è l’ennesima prova. Nel suo blog sul New York Times, l’economista Paul Krugman porta avanti la sua crociata contro la linea europea che lui considera tutta sacrifici e niente crescita. Sotto il titolo “Bleeding Europe”, il popolare opinionista parla di un’Europa sanguinante, salassata inutilmente come i malati nel Medioevo, curati con salassi che li facevano ammalare ancora di più.
...
“E’ proprio come la medicina medievale: salassavano i pazienti per curare i loro malanni, e quando il sanguinamento li faceva star peggio, li salassavano ancora di più”."
(www.ilsole24ore.com)

A fine aprile la situazione economica e finanziaria dell'Italia (compreso lo spread, poi risolse Draghi) si stavano aggravando malgrado Monti e malgrado le lodi sperticate dei media sussidiati:

"Ormai i segnali si moltiplicano, la crisi dello spread fuori controllo, lo spread fra Italia e Spagna che si restringe sempre più, la crisi nell'economia reale che avanza, i suicidi dei tartassati, i partiti che perdono consensi e preparano cambi di nome, le voci di elezioni anticipate e il continuo ripetere che la legislatura finirà nel 2013...

Tutte cose che rendono la vita del governo tecnico per niente facile."

(Monti è finito (2))

A maggio comincia lo sganciamento del Pdl dalla maggioranza, con alcuni colpi bassi all'esecutivo. Attacchi che culmineranno con la bocciatura e riscrittura della legge di Stabilità del governo che prevedeva aumenti Iva, e limatura delle esenzioni fiscali.

"Altra puntata della saga "pochi mesi per Monti". Come immaginavo, la disillusione verso il governo di Mago Monti, si sta evolvendo in movimenti politici ostili all'esecutivo. Che arrivano ora dal centrodestra, anche perché il premier ci ha messo del suo nell'attacco al Pdl e alle scelte del precedente governo. Lo ha fatto per difendersi dal clima nell'opinione pubblica che è notevolmente cambiato. Quindi cerca di scaricare le colpe dell'insuccesso un pò sugli altri.
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Per il governo Monti è tutta una gimkana tra un ostacolo e l'altro. Ho notato che nelle interviste più recenti, Casini non sorride più come nella famosa foto dello smartphone
("ABC in foto")."

(Monti è finito (3))

A giugno anche dalle parti del centro sinistra cominciano ad aumentare i dubbi circa la competenza e le possibilità che i tecnici ci potessero portare fuori dalla crisi:

"Che si guardi la faccenda da destra o da sinistra il risultato non cambia.

Mario Monti "non ha più il sostegno in Parlamento" e dovrebbe valutare l'ipotesi di"anticipare al prossimo autunno le elezioni politiche fissate nella primavera del 2013".
A pronunciare questa sorta di sentenza politica è stato il responsabile economico del Partito Democratico, Stefano Fassina, le cui parole hanno scatenato il putiferio in seno al Pd.

"Se l’intervista fosse stata letta per intero e non solo nel titolo, si sarebbe capito che la mia intenzione era di esprimere una preoccupazione politica seria per il quadro che abbiamo di fronte
...
«In questo contesto politico e con questo Parlamento, Monti non ha la forza di portare avanti altre riforme». Un’intervista alla Reuter del responsabile economico del Pd Stefano Fassina fa scoppiare un polverone tra i democrat. Secondo Fassina, infatti, il governo Monti è svuotato, e la soluzione è andare al voto a settembre.
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Bersani naturalmente è in disaccordo e conferma che si voterà nel 2013.
Ma quello che dice Fassina ormai lo pensano in molti. Se il governo Monti non ha risolto il problema dello spread, non ha fatto nessun intervento per la crescita, ha solo aumentato le tasse e ridotto i diritti dei lavoratori conquistati in anni di lotte (pensioni e riforma del lavoro), perché si dovrebbe continuare a sostenerlo?
...
Perché i maggiori partiti continuano a sostenere Monti contro il loro interesse?"

(Monti è finito (4))

Dai mesi estivi, il governo Monti si è portato avanti stancamente cercando di portare a termine i provvedimenti decisi nei mesi precedenti. Ma comunque in autunno la carica rinnovatrice (o piuttosto ultra conservatrice) dell'esecutivo si era ormai esaurita. Era ormai un governo sotto tutela del Parlamento.

"Sempre più, inesorabilmente e tristemente si conclude la lenta parabola del morente governo Monti. Ormai si avvicinano le elezioni e i partiti sono "ingovernabili". Non vogliono più sentire ragioni. E soprattutto non vogliono sentire la frase "...a saldi invariati".

I partiti si accorgono sempre a ridosso delle elezioni di avere un elettorato di riferimento da accontentare e quindi, dell'austerità invocata dal governo Monti se ne fanno beffe.
Sono giorni che Bersani va in giro a minacciare di non votare l'ultima manovra, la legge di stabilità, perché ritenuta iniqua, soprattutto quando colpisce gli insegnanti
...
Anche per il Pdl, più che un partito "un morto che cammina", il Cavaliere, supportato da Alfano e Brunetta, ha detto che non voterà la legge di stabilità così come è stata proposta
...
Per di più anche dall'economia e dai protagonisti della medesima giungono sempre e di continuo cattive notizie, che i media cercano di non enfatizzare, ma che agli italiani arrivano lo stesso:

Debito pubblico record,
peggio di noi solo la Grecia

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Ed ora arriva la prima tranvata al governo, da parte della sua eterogenea e scalpitante maggioranza, che avrebbe una voglia matta di mandare a casa Monti e tutte le fisime degli eurocrati (come molti italiani), ma non può farlo.
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Esodati, governo battuto sui numeri
I partiti ampliano la platea degli interessati

(www.corriere.it)

"La commissione lavoro della Camera ha approvato all'unanimità (solo il deputato del Pdl Giuliano Cazzola non ha partecipato) un emendamento alla Legge di Stabilità che amplia le garanzie per gli esodati, i cittadini che hanno lasciato il lavoro immaginando di potere andare in pensione con le «vecchie» regole
...
Incomincia l'interregno. Da qui alle elezioni il governo tenterà di imporre invano le sue ricette, e i suoi provvedimenti, ma sarà ostaggio del Parlamento. Del resto Monti non ha più armi adeguate per minacciare la politica: lo spread non spaventa più, grazie agli interventi di Draghi. Inoltre i suoi successi sono effimeri o del tutto immaginifici, persino più modesti di quelli del governo Berlusconi.
Lo scontento popolare sta risvegliando le segreterie dei partiti, e sta mettendo a dura prova l'esecutivo. Il ministro Fornero è riuscita a sollevare un vespaio di proteste indignate con le sue infelici dichiarazioni. Ancora una volta è stata paragonata alla estraniata Maria Antonietta delle brioche: ed effettivamente il paragone è sensato, e secondo me vale per tutti i componenti del governo. "

(Monti è finito (5))

La situazione era già troppo degenerata e dopo le primarie del centro sinistra, si è giunti all'epilogo. Alfano ha staccato la spina, ma se non fosse stato il Pdl, sarebbe avvenuto comunque per qualche altro motivo. I partiti sentivano le elezioni avvicinarsi e quindi una certa irritazione per un governo che è durato anche troppo a lungo.

Un governo dai risultati così pessimi che forse è anche responsabile del ritorno di Berlusconi:
"mi chiedo, a nome di chi ha Berlusconi a noia, come me, ma anche a nome di chi lo odia fino al midollo, era pensabile che dopo un anno di governo Monti disastroso il Cavaliere rimanesse cheto in cantuccio e tacesse per sempre?

Se il governo Monti avesse fatto non dico il meglio, ma almeno qualcosa di buono, i media sussidiati avrebbero ragione a lamentarsi.
Ma i risultati di questo governo, sono disastrosi, e lo hanno ripetuto in tutte le salse gli stessi media che sui numeri almeno non potevano mentire. L’unica cosa che si sono ben guardati dal fare, è il confronto fra il governo Monti e gli altri. Se lo avessero fatto, avremmo visto che persino il governo Berlusconi è stato decisamente migliore per quanto riguarda i dati economici.

Ma che gli si può rimproverare al Cavaliere? Lo hanno fatto mettere da parte, senza che avesse avuto un voto contrario del Parlamento. Il Capo dello Stato ha agito, usando un eufemismo, arditamente con le istituzioni, imponendo un primo ministro che nessuno aveva eletto.
E dopo aver combinato cose al limite del golpe, dopo aver addossato a Berlusconi chissà quali colpe per lo spread che saliva, oggi il risultato del governo che ha “salvato” l’Italia è questo disastro"

Il governo Monti non è riuscito a far dimenticare quello di Berlusconi, anzi penso che siano in molti dopo la cura Merkel a rimpiangerlo.

"Berlusconi cercherà di fare concorrenza a Grillo. Il Pd e i suoi alleati saranno stritolati in mezzo tra grillini e berlusconiani arrabbiati. Certo sarà un male per le sorti dell’economia e dell’amministrazione pubblica italiana. Lo spread tornerà a salire. Ma di questo, i soloni bocconiani incompetenti, non dovrebbero accusare Berlusconi, ma solo la loro incapacità di governare, la loro capacità di massacrare l'economia e irritare gli italiani con le loro scelte scellerate. Ammantati della loro scienza e tecnica economica, alla fine non hanno fatto altro che aumentare qualsiasi tassa, dimostrando di avere le competenze di un governicchio qualsiasi della prima repubblica."
(La strategia del cavaliere (2))

In realtà il centro destra sta recuperando pochissimi punti percentuali nei sondaggi e molto lentamente. Quindi il pericolo di ingovernabilità, a causa di un centro destra concorrenziale con il centro sinistra, non dovrebbe esserci. Probabilmente il centro sinistra riuscirà a formare un governo, al massimo con il sostegno dei centristi. Rimane l'incognita Grillo, ma con il Porcellum il pericolo è sventato.
Ma comunque è evidente che in un anno di Monti, non solo è franata l'economia, ma anche la politica italiana. O almeno una certa politica. Insomma l'eredità di Monti è un gran cumulo di macerie.