giovedì 17 ottobre 2013

Caleidoscopio politico d'Europa


E' interessante valutare gli effetti che una cattiva strategia economica, cioè la difesa ad oltranza dell'euro attraverso l'austerità, sta provocando in tutta l'Europa. Persino alle porte della zona euro in Inghilterra. Aumentano in modo esponenziale gli effetti sociali e politici estremi in tutto il continente. La terapia austerità, che è una toppa peggiore della scelta iniziale dell'euro, sta modificando gli orientamenti politici degli europei.

In Grecia hanno arrestato preventivamente gli esponenti parlamentari di Alba Dorata, con un mezzo pretesto, incolpando il partito di istigazione all'omicidio. Non è chiaro se il partito ha avuto un coinvolgimento nel delitto, ma è chiaro che i partiti "democratici" hanno trovato un modo per fermare una forza scomoda che sta pericolosamente crescendo. E cresce non certo per la bravura dei suoi leader, ma per le politiche messe in campo dai partiti "democratici" che hanno ormai consegnato la democrazia all'Europa dei banchieri.

Ma ora c'è anche la Francia a spaventare le élite europee. Neppure l'alleanza fra unione centrista e socialisti (i comunisti francesi sono ormai antieuropeisti) riesce a fermare il Front National che veleggia in testa ai partiti francesi. Anche qui, si può discutere sulle capacità di convincimento della sua leader Le Pen, ma la realtà è che la campagna elettorale al Front National la sta facendo il presidente Hollande troppo allineato alle scelte tedesche. Il Presidente era stato la grande promessa di un cambiamento europeo, invece era una maschera buona che nascondeva la faccia feroce dell'Europa. Hollande ha tradito sia i francesi che gli altri europei che avevano creduto in lui per fermare le assurde politiche di austerità europee e tedesche.

"Assistiamo ad un piccolo terremoto in Francia. Un partito schierato per l’uscita dall’euro, per il ritorno al franco francese e per la totale disgregazione dell’unione monetaria ha appena sconfitto il partito al potere [UMP, principale partito di centrodestra nel quale milita l’ex presidente della repubblica N. Sarkozy, Ndt] al ballottaggio nella località di Brignoles.
Non c’è in ballo solo l’euro ma anche la minaccia dell’uscita della Francia dall’Unione Europea, fattore che eserciterà un’influenza politica nell’eventualità di un analogo referendum in Gran Bretagna
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Il Front National è attualmente il principale partito in Francia con il 24% dei consensi secondo il più recente sondaggio dell’Ifop. Non era mai accaduto, dal dopo-guerra ad oggi, che i due maggiori partiti (UMP e Socialisti) venissero superati. I gollisti (UMP) sono al 22% e i socialisti al 21%.

Mi viene da sorridere ripensando a ciò che mi disse a giugno Marine Le Pen:
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“Negozierò sulle questioni per noi irrinunciabili. Se non si giungesse ad una soluzione soddisfacente, chiederò l’uscita. L’Europa è solo un bluff. Da un lato vi è l’enorme potere di popoli sovrani, dall’altro un pugno di tecnocrati.”

Alla domanda su un'uscita immediata della Francia dall’euro, dopo qualche istante di esitazione, mi rispose: “Si, perché l’euro impedisce qualsiasi autonomia nelle scelte di politica economica. La Francia non è un paese che possa accettare di ricevere ordini da Bruxelles”.
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“Non dobbiamo ascoltare le sirene. L’euro cesserebbe nel momento stesso della nostra uscita, questa è la nostra forza. Cosa farebbero? Invierebbero i carri armati?”
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Il piano di uscita dall’euro della Le Pen è basato sugli studi degli economisti dell'École des Hautes Études di Parigi, diretta dal professore Jacques Sapir.

Secondo gli studiosi la Francia, la Spagna e l’Italia beneficerebbero di un’uscita dall’euro, potendo riacquistare immediatamente competitività sul versante del costo del lavoro senza anni di decrescita"

(www.comedonchisciotte.org)

E se in Francia il Front National antieropeista concorrerà quasi sicuramente per le elezioni presidenziali, nel resto d'Europa è tutto un ribollire di movimentismo che contestano le scelte europee.

"... vi sara’ un boom delle formazioni euro-scettiche, specialmente di destra (ma non solo), oggi marginali, ed un bel crollo di popolari, liberali e socialisti. Vediamo qualche esempio:
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REGNO UNITO: i sondaggi per le politiche danno l’UKIP, formazione di destra e fortemente contraria all’Unione Europea, al 13-15% per le elezioni politiche. Il punto e’ che l’UKIP alle elezioni europee normalmente prende una vagonata di voti. La volta scorsa prese il 16%.
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OLANDA: i sondaggi nazionali vedono chiaramente in testa il Partito per la Libertà, formazione di destra conservatrice fortemente euroscettica.

Di certo, cresceranno fortemente le formazioni di destra ed euroscettiche in AUSTRIA(FPO e TS hanno preso ben il 30% alle recenti politiche), in GRECIA (rammentate Alba Dorata? Qui gli euscettici poi, stanno pure a sinistra, e ci sara’ un’ondata rossa e nera fortemente scettica con la UE).

Ma anche in altri paesi vi saranno cambiamenti: in BELGIO le formazioni secessioniste fiamminghe moderate e di estrema destra dovrebbero andare a valanga, in GERMANIAgli euroscettici di AFD sono in ulteriore crescita nei sondaggi (ora stanno al 6%), ed in alcune nazioni della SCANDINAVIA e dell’ EST EUROPA (non in tutte a dire il vero) dovrebbero esserci indicazioni analoghe.

In SPAGNA, alle scorse Europee Popolari e Socialisti presero l’80% dei voti, mentre oggi i sondaggi li danno sommati ad un 55-60% scarso. Nel paese Iberico non esistono formazioni di estrema destra, o partiti fortemente anti-euro."
(www.rischiocalcolato.it)

In Spagna è nato il partito "X" che probabilmente raccoglierà voti fra gli indignados, e i seguaci di Anonymous:
"Si sono presentati come “l’imprevisto” che trasformerà i piani elettorali dei partiti politici tradizionali. Tra le loro proposte c’è un lavoro in rete per convogliare le richieste dei cittadini, una serrata tabella di marcia per uscire dalla crisi, referendum per decisioni di ampia portata e lotta dura allacorruzione. Insomma a sentirli così sembrano appartenere al Movimento 5 stelle."(www.ilfattoquotidiano.it)

In Italia il M5s sembra sempre sul punto di scomparire, ma poi nei sondaggi resiste. Anche Grillo, benché sia un campione della comunicazione, deve ringraziare per la campagna elettorale gratis il governo delle larghe intese. Come il Front National in Francia, il M5s è diventato prepotentemente un protagonista politico di primo piano. Primo o secondo partito politico dal nulla. Penso che comunque in Italia non avranno successo partiti di destra xenofobi. Probabilmente gli italiani si sono vaccinati con il fascismo. Ma si tratta comunque di un movimento, quello pentastellato, di rottura che ha proposto un referendum sull'euro forse anche prima di Marin Le Pen.

Ma il caleidoscopio della nuova politica europea non si ferma qui. Rinascono prepotenti movimenti separatisti, e forse in questo caso l'Europa di Bruxelles li vedrebbe persino di buon grado.
Si trovano separatisti persino dove non te li aspetti:

"Da qualche giorno la Bretagna è in subbuglio per l’entrata in vigore della cosiddetta eco tassa, un balzello del governo centrale francese imposto a tutti i mezzi di trasporto merci circolanti sulla rete stradale nazionale e locale.
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... in questo incantevole angolo nord-occidentale d’Europa il malcontento sta diventando sempre più esplosivo miscelando vecchi rancori, nostalgie particolaristiche e nuove rivendicazioni. Nulla, per fortuna, che faccia pensare ad una ripresa dell’attività armata da parte degli indipendentisti bretoni più irriducibili(l’ esercito bretone di liberazione è di fatto inattivo da diversi anni), ma di sicuro l’attaccamento al tricolore qui piuttosto tiepido non avrà da beneficiarne.
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Nel marasma generale riguadagna popolarità, né potrebbe essere altrimenti, la tentazione di fare da sé e di rompere quel cordone ombelicale che lega l’orgogliosa periferia ad una madrepatria mai così matrigna.
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la maggioranza assoluta dei giovani bretoni (53%) si dice favorevole all’autogoverno, secondo un sondaggio divulgato pochi giorni or sono."

(www.rischiocalcolato.it)

Secondo ScenariEconomici, l'Europa persegue "... un processo centrifugo dove agli stati nazionali oltre la sovranità politica ed economica viene tolta anche la sovranità territoriale attraverso un’ondata secessionista.Ora questo secondo processo rimane per lo più una nostra ipotesi. Il prossimo anno potrebbe essere fondamentale per coglierne la sua veridicità perché probabilmente ci saranno i referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito e della Catalogna dalla Spagna.

Attualmente gli eurocrati rimangano cauti su questi tentativi secessionisti, ma la grande copertura mediatica data soprattutto ai secessionisti catalani deve far riflettere sul fatto che probabilmente è la stessa Europa a favorire queste tendenze
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Potrebbe attuarsi perciò una secessione senza necessaria uscita dall’Unione Europea e dall’Euro; inoltre possiamo anche ipotizzare che buona parte del debito pubblico oggi esistente rimanga nelle mani del governo centrale. Quindi facendo un’analogia con i fallimenti societari, la Spagna diventerebbe la bad company a cui rimane il grosso dei debiti, mentre la Catalogna potrebbe ripartire non senza debiti, ma sicuramente in una situazione migliore.

... fate attenzione, non andrà contro gli interessi degli eurocrati ma anzi farà il loro gioco, perché togliere importanza e sovranità a piccole nazioni come la Catalogna è molto più facile che farlo con grandi stati come la Spagna.
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E’ sempre il solito “divide et impera”, è più facile governare una miriade di regioni poco influenti piuttosto che un piccolo gruppo di grandi nazioni. Inoltre possiamo addirittura ipotizzare che i nuovi stati che nasceranno all’interno dell’Unione Europea non avranno il diritto di veto come hanno attualmente gli stati nazionali.
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Sarà quindi da monitorare il prossimo anno la situazione della Catalogna, della Scozia e anche del Belgio (che potrebbe dividersi in Fiandre, Vallonia e Bruxelles come città stato). Nel caso questi tentativi separatisti avessero successo possiamo aspettarci una vera e propria onda secessionista sull’intera Europa. Se accadrà, vorrà dire che l’eurocrazia avrà deciso di scatenare un vero e proprio caos controllato separatisticoper abbattere gli stati nazionali e passare da un’Europa delle nazioni ad un’Europa delle regioni molto più controllabile.
Da monitorare é la situazione tedesca. La Germania attualmente è il perno dell’Unione Europea e potrebbe anche essere il perno della futura ondata separatistica. Attualmente in Germania solo la ricca Baviera ha serie velleità secessionistiche e alcuni movimenti indipendentisti stanno già raccogliendo le firme per fare un referendum simile a quello scozzese.
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E’ chiaro che un’eventualità del genere potrebbe scardinare anche gli stati più centralizzati come Italia e Francia dove sicuramente esistono forti tendenze separatiste. Per quanto riguarda l’Italia le tendenze più forti per l’indipendenza riguardano sicuramente il Veneto, la Sicilia, la Sardegna, il Trentino-Alto Adige, il Friuli e la Lombardia."

(www.rischiocalcolato.it)

L'euro doveva unire l'Europa. A quanto pare sta frantumando il continente sia politicamente, socialmente che geograficamente. La moneta unica non ha centrato nessuno degli obiettivi che si poneva. Un bel risultato!

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