venerdì 3 maggio 2013

Crescere a doppia cifra

(Pil tedesco in dollari)

Nessuno fa mai un esercizio di stile per capire cosa accadrebbe se si abbassassero nettamente le tasse. Molti dicono che sarebbe necessario per rilanciare l'economia italiana, ma poi giungono alla conclusione che è impossibile. Per esempio il blog ilgrandebluff.info:

"L'Italia è IMMANCABILMENTE morta&defunta se non DIMEZZA LA PRESSIONE FISCALE. Tutti gli altri discorsi sono solo PUGNETTE...

In giro tutti i giorni leggo tante belle cose,
tante belle masturbazioni mentali...
Che il tema sia la politichetta italiota
oppure i gossips sulla Belen
NULLA CAMBIA...It's the same...
Anche se al Bar Sport la gente parla parla parla di cose inutili ed inconsistenti
che però ti distraggono...non ti fanno pensare...
ti fanno credere che se metti un Presidente della Repubblica od un Governo
piuttosto che un altro...
allora la tua vita cambierà e migliorerà...

MA SOTTO SOTTO TUTTI LO SAPETE
TUTTI LO SENTITE ISTINTIVAMENTE
SE NON ADDIRITTURA RAZIONALMENTE....
L'ITALIA NON HA NESSUNA POSSIBILITA' DI RISOLLEVARSI
SE NON DIMEZZA
LA SUA ALLUCINANTE PRESSIONE FISCALE AL 70% E FISCHIA
Punto a capo................
.
E visto che NELLA SITUAZIONE ATTUALE NON PUO' FARLO
ANZI...
SIAMO COSTRETTI AD ULTERIORI e CONTINUE MANOVRE CORRETTIVE/RECESSIVE
L'ITALIA E' MORTA&DEFUNTA
ed al limite potrà rimbalzicchiare dall'abisso
e galleggiare per un po' nel limbo del +0,5%...forse...nel 2014 o nel 2015 o nel 2016....
per poi tornare ancora più a fondo...."

(ilgrandebluff.info)

Io voglio provare, voglio poter continuare a sognare, come feci già in vecchio post:

"...non c’è limite alla fantasia, vorrei provare a tracciare alcuni scenari economici italiani.
...
Primo scenario. Uscita dall’euro, nuova lira svalutata del 20%. Non viene modificato nessun parametro economico dello Stato:
...
Secondo scenario fantapolitico. Uscita dall’euro, nuova lira svalutata del 20%; si limita la tassazione media al 25% massimo, pertanto si prevede un drastico dimagrimento dello Stato:
- il debito passa di botto da 1.950 miliardi di euro, a 2.340 miliardi di nuove lire (n.lit.);
- il Pil attuale di circa 1650 miliardi, risulterebbe gravato da meno tasse, quindi si liberano circa 330 miliardi di n.lit. da reinvestire nell’economia reale. Queste risorse generano un’improvvisa spinta che può far crescere il Pil ai ritmi americani ante crisi 2008, cioè del 3% l’anno. L’aumento annuo del Pil sarebbe di circa 50 mld di n.lit.;
- Con una tassazione massima del 25%, sarebbe necessario rivedere le clausole sul pareggio di bilancio. Ma comunque, volendo mantenere uno Stato sano con un deficit di bilancio limitato, si avrebbero a disposizione solo più circa 415 miliardi di n.lit. (la metà della disponibilità attuale); a questo punto si dovrebbero trovare soluzioni per il ricollocamento graduale del personale pubblico ... il welfare non potrebbe più essere garantito a tutti e dovrebbe essere integrato da assicurazioni; lo Stato dovrebbe snellire al massimo le procedure burocratiche avendo la metà del personale attuale, a meno che un taglio netto degli sprechi consenta di limitare in parte la diminuzione del personale; molte procedure oggi gratuite, dovrebbero però diventare a pagamento.
- Una crescita del 3% annuo, vuol dire 600.000 nuovi posti di lavoro ogni anno, 600.000 nuovi consumatori ogni anno. La disoccupazione italiana è circa il 9% della forza lavoro, ma considerando Cassa integrazione e lavoro sottopagato direi che il tasso reale è del 15%. Il 15% corrisponde a 3,5 milioni di non lavoratori (occupati 2011), che con un Pil al 3% si riassorbirebbero in 4 anni.
- Anche in questo caso ci sarebbe un aumento della bolletta energetica, ma in un contesto molto più effervescente di crescita economica."


Che si rimanga nell'euro o si adotti una nuova lira, c'è un punto debole nel ragionamento precedente. Pensare cioè di dimezzare l'attuale necessità di spesa dello Stato da 800 miliardi di euro o nuove lire a 400 miliardi di euro o n. lire. Basti pensare che 1 miliardo di Cassa integrazione (0,1 % della spesa pubblica) da rinnovare per quest'anno sembra un grosso problema, che dà serie preoccupazioni al ministro del lavoro.

La spending review di Bondi era partita con l'idea di tagliare il 10%, poi divenne difficile tagliare l'1%, e poi non se ne fece nulla. In realtà tagliare non si può per il semplice fatto che la spesa statale è stata stoppata da Tremonti prima e Monti dopo. Quindi in realtà non è di 800 miliardi, ma molto di più: per esempio mancano 80-90 miliardi di debiti della P.A. verso le imprese, e molti miliardi bloccati dal patto di stabilità degli enti locali (che infatti boccheggiano al limite del default). Quindi è impossibile tagliare, perché in realtà si è già tagliato moltissimo.

Quindi ora provo a fare un ragionamento diverso. Teniamo ferma la spesa pubblica di 800 mld (euro o nuove lire) e cerchiamo di cambiare le altre variabili. I numeri importanti dell'Italia sono tre: 800 mld di spesa pubblica, 1600 mld di Pil, 2000 mld di debito pubblico. Non tengo conto dei singoli miliardi in più o in meno, o dei miloni, considero le cifre arrotondate. Benché le piccole frazioni, come riportato prima, siano piuttosto importanti. Ma mi interessa di più il ragionamento generale.

Mantenendo quindi la spesa pubblica ai livelli attuali, quale dovrebbe essere il livello di Pil per permettersi una tassazione dei sogni del 25% massimo? Una tassazione complessiva, che quindi significa molto meno in termini di singole imposte come Irpef, Imu, Iva ecc. perché nel mio sogno il 25% comprende tutto (anche l'accisa sui carburanti per dire...).

Il calcolo è molto semplice: 
800 mld : 25% = 3.200 mld

In pratica per permetterci una tassazione del 25% totale è necessario avere un Pil superiore a quello attuale della Germania. Un Pil doppio dell'attuale italiano. E per arrivarci dovremmo avere una crescita mostruosa:

immaginando di arrivarci in 5 anni, è necessario crescere del:

1.600 mld x (crescita)^5 = 3.200 mld

crescita = radice 5° di 3.200/1.600 = 1,15 cioè del 15% all'anno.

Una crescita quasi impossibile. Neanche la Cina ci riesce più.

immaginando di arrivarci in 10 anni, è necessario crescere del:

cres. = radice 10° di 3.200/1.600 = 1,07, cioè del 7% all'anno. Probabilmente una crescita possibile, con una tassazione globale non superiore al 25%. 

Una crescita impetuosa per un'Italia disabituata a farlo da 20 e più anni. Però potrebbe essere pianificata, con una politica volta a togliere tutti i freni dell'inefficienza dovuti principalmente alla politica. Oltre ad abbassare il livello di tassazione, andrebbe abbassato il livello di burocratizzazione. Solo un'economia lasciata crescere senza eccessivi limiti potrebbe produrre un livello di ricchezza così elevato: un incremento di 112 mld il primo anno, 120 mld il secondo anno, 128 mld il terzo anno ecc.

Le imprese dovrebbero poter nascere e crescere facilmente. Il livello occupazionale e salariale dovrebbe seguire lo stesso ritmo di crescita. Immagino che per ottenere un livello di crescita del genere, si dovrebbe avere un'amministrazione pubblica di tipo svizzero. Delle infrastrutture all'altezza, e soprattutto la possibilità di realizzarle senza incontrare la contrarietà delle popolazioni, e rispettando l'ambiente. Dovrebbero essere incentivate le imprese innovative, sostenendo l'istruzione per formare nuovi ingegneri, nuovi matematici, nuovi fisici, nuovi medici ecc., sostenendo brevetti ed inventori.

Un sogno di crescita in stile anni '60, che in realtà avrebbe anche delle zone d'ombra. Perché in attesa di far raddoppiare il Pil attuale, il debito tornerebbe a crescere impetuoso come negli anni '70 e '80.

Infatti:

(clicca sull'immagine per ingrandire)

Ecco cosa accadrebbe se di colpo la tassazione fosse abbassata dall'attuale 50% circa al 25% (tabella 1) e la spesa dello Stato rimanesse costante.

La crescita è stata calcolata in questo modo:
Del 25% di risorse di Pil liberate dalla tassazione, un 20% tornerebbe tradizionalmente al risparmio, accantonato per i tempi bui. Il restante 80% metà verrebbe speso in prodotti importati e metà ricadrebbe su produzioni nazionali permettendo un incremento del Pil nazionale, dell'occupazione, della produzione.

Quindi: 25% x 80% x 50% = 10%

Come si può vedere dalla tabella bisognerebbe avere coronarie d'acciaio per almeno una decina d'anni, infatti il debito schizzerebbe a valori stratosferici: fino al 159% sul Pil, e tornerebbe sotto al 100% dopo una decina d'anni. In valore assoluto aumenterebbe ben oltre gli attuali 2.000 miliardi di euro, inseguendo l'aumento del Pil. In breve il debito andrebbe a raddoppiarsi.

Chi ci presterebbe tutto questo denaro? Innanzi tutto, con una crescita di livello cinese, ci sarebbe una gara fra gli stranieri a venire in Italia ad investire. Per questo motivo ho considerato che in una situazione di crescita impetuosa, il servizio sul nostro debito dovrebbe costare intorno al 2% (spread di 50 punti!) e forse anche meno. Tale interesse, in modo molto semplificato, non l'ho sommato al debito, in quanto verrebbe probabilmente annullato da un'inflazione di ugual misura, ma anche in questo caso, forse maggiore.

Se invece si scegliesse una strategia più morbida, eliminando per esempio 2 punti di imposizione fiscale ogni anno, si avrebbe:

(clicca sull'immagine per ingrandire)

La crescita in questo caso sarà più contenuta e graduale e dipenderà dalle risorse liberate dalle tasse anno per anno. Per esempio il secondo anno: 4% x 80% x 50% = 1,6%, fino a raggiungere il 10% gradualmente.

In questo caso il debito rimarrebbe maggiormente sotto controllo, raggiungerebbe comunque il rapporto Debito/Pil del 138%, e in valore assoluto oltre i 3.000 miliardi di euro.

In entrambi i casi comunque, le cose potrebbero essere assai migliori ritornando ad avere la sovranità monetaria nazionale. Perché in quel caso, con la stampa di moneta è possibile acquistare il proprio debito e poi, semplicemente annullarlo con un clic del mouse (vedi "Cancellare il debito con il mouse").

"... le proposte non arriverebbero da qualche fantasioso blogger grillino o cospirazionista, ma sarebbero ispirati niente meno che da un funzionario della Consob inglese e dall'FMI."

In pratica il giochino è semplice: si stampa denaro dal nulla per acquistare debito pubblico detenuto da banche o istituti esteri, si incamera tale contabilità nella Banca Centrale (Banca d'Italia), e poi si fa sparire dalla contabilità. Nel frattempo può essere emesso nuovo debito sul mercato e acquisita nuova moneta estera, con cui finanziare le partite correnti ecc. La cancellazione periodica del debito nelle pieghe del bilancio della Banca d'Italia, permetterebbe di mantenere il debito stabile.

Sarebbe ancora più semplice stampare denaro ed immetterlo nell'economia direttamente come presuppone la teoria MMT. In questo caso si sopperirebbe al deficit dello Stato, pagandone direttamente i costi con la stampa di nuova moneta, senza incidere sul debito pubblico.

In ogni caso, un mondo diverso da quello in cui ci siamo cacciati aderendo all'euro, è possibile. Le semplificazioni contenute in questo post sono forse eccessive. Pensare di crescere al 10% per tanti anni è impensabile effettivamente. Anche se considerando che la disoccupazione giovanile è al 50%, le possibilità latenti di una crescita impetuosa ci sono tutte.

Ma oltre alla detassazione massiccia, bisognerebbe mettere in campo anche riforme economiche vere. E non parlo della distruzione del welfare, ma dell'abbattimento deciso della burocrazia. Che significa innanzi tutto ridurre al minimo i centri di potere e controllo. Le varie caste formate da albi, associazioni obbligatorie, liste ecc. dovrebbero sparire. Le autorizzazioni necessarie per qualsiasi attività andrebbero semplificate moltissimo e ridotte di numero. Chiunque volesse aprire un'attività, dovrebbe avere un'autostrada davanti a se e non una continua corsa ad ostacoli. E poi tutto il resto arriverebbe da se: più occupazione, investimenti innovativi e tecnologici ecc.

Sognare non costa nulla, ma intanto qualcuno più bravo di me, dovrebbe cominciare a progettare e pensare un futuro migliore e non solo analizzare le magagne e le tristezze del presente.

giovedì 2 maggio 2013

Laffer è tra noi



I nodi vengono sempre al pettine. E a forza di tassare l'economia si contrae. A maggio 2012 in un post riportavo da Rischio Calcolato e scrivevo:

"La pressione fiscale è così alta in italia per cui ad ogni variazione positiva del livello di tassazione si ottengono effetti talmente depressivi sulla base imponibile da ottenere meno entrate fiscali.

Il Bollettino delle entrate Tributarie di Maggio (che riporta i dati fino a Marzo 2012)
Guardate qui:




a Marzo le entrate sono andate uno schifo nonostante i copiosi aumenti delle accise sulla benzina e dell’IVA. Per la verità anche a Febbraio le e entrate sono state una schifezza, l’unico motivo per cui appaiono meglio dello stesso mese dell’anno precedente è che questo è stato un mese bisestile dunque con un giorno in più.
Avete visto come funziona bene la curva di Laffer?
...
(www.rischiocalcolato.it)

Quindi l’avvitamento delle finanze pubbliche sta avvenendo prima di quanto ci si aspettasse. Gli italiani dopo 15 anni di stagnazione economica non hanno più le risorse per il colpo di reni necessario per superare la crisi. Purtroppo i tecnici come i politici di professione sono troppo distanti dalle tasche delle persone comuni, della ex classe media, per potersene rendere conto.
...
Questa sera Passera intervistato a “Otto e mezzo” ha detto che li si deve lasciare lavorare, poiché il governo ha un compito molto complicato. In realtà si sbaglia. Ha un compito impossibile, perché questa è una crisi dell’euro ..., e lo Stato italiano può prendere qualsiasi misura, ma non avendo potere d’intervento monetario, si tratta di misure inutili (e spesso dannose)."
(Le tasse sono bellissime)

Oggi a consuntivo, sembra proprio che quanto prediceva la curva Laffer (a inizio post) si sia realizzato in pieno.
Ricordo che:

“Laffer era (è?) un economista di buon senso il quale faceva notare come ci fosse una relazione fra la pressione fiscale e la ricchezza prodotta (dunque tassabile) di un paese.

Più lo stato rapina…ooops volevo dire, tassa il frutto del lavoro e dell’ingegno di imprese e cittadini meno queste produrranno. E’ necessario dunque trovare un punto ottimale fra imposizione fiscale in modo da massimizzare le entrate dello stato tenendo conto degli effetti depressivi delle tasse."

(www.rischiocalcolato.it)


Vediamo cosa è successo con i balzelli introdotti dal governo Monti:

"Partiamo dalla Tobin Tax, nata per sensibilizzare (o moralizzare come piace sostenere ai parvenu dell’economia collettivista) il mondo della finanza complice della crisi in corso: ebbene la tassa sulle transazioni finanziarie è stata introdotta a marzo dell’anno scorso e (come ha spiegato finalmente anche il “Corriere della Sera”) qualcuno si aspettava un gettitto di 1,16 miliardi di euro, ma il risultato è stato tutt’altro: dopo l’introduzione della gabella le transazioni sono calate del trenta per cento. Applauso.

Cambiano i numeri ma non la sostanza per la super-tassa sulle imbarcazioniche superano i dieci metri: i fenomeni montiani stimavano un gettito di 155 milioni di euro. Rullo di tamburi… ne hanno incassati solo 25! Altro applauso.

E le supercar con tanto di super-bollo allegato? Per quanto riguarda le auto di lusso, l’imposta è entrata in vigore dal primo gennaio 2012: 20 euro per ogni kilowatt di potenza che superi il limite di 185. Risultato? Come ha scritto anche Gabrielle Barelloqualche giorno fa su l’Indipendenza, la vendita è crollata a sole 20 unità e il gettito di 164,8 milioni di euro stimato da Monti è solo un miraggio. Anche perché molti proprietari hanno cancellato dal pubblico registro automobilistico italico le loro vetture e le hanno reimmatricolate in Germania, con un risparmio che si aggira sul 42%. Scroscio di applausi!

Le tasse sono armi di distruzione di massa, ammoniva von Mises. E le masse gli danno ragione, considerato che c’è stata una riduzione sensibile delle entrate anche sul fronte delle imposte dirette legate ai consumi in genere, causa l’aumento dell’Iva – adottata sempre nel 2012 – al 21% . Ciononostante, prossimamente è previsto un ulteriore innalzamento del balzello di un ulteriore punto, al 22%. Quale sarà la conseguenza? Lo ha stimato la Cgia di Mestre, in uno dei sui ultimi studi.

La stangata del primo luglio prossimo connessa all’incremento dell’Imposta sul Valore Aggiusto costerà ai consumatori 2,1 miliardi di euro nel 2013, ma salirà a 4,2 miliardi nel 2014, con un aggravio medio annuo che arriverà fino a 103 euro a famiglia. La stima – dicevamo – è della Cgia di Mestre che, ipotizzando che i comportamenti di consumo delle famiglie italiane rimangano immutati (improbabile, molto improbabile), prevede per un nucleo costituito da 3 persone un aumento medio annuo di 88 euro e nel caso di una famiglia di 4 componenti, invece, appunto di 103 euro. I rincari che peseranno di più sui portafogli delle famiglie italiane, secondo l’associazione di Mestre, sono quelli che scatteranno per il pieno all’auto o per il meccanico o il carrozziere (33 euro all’anno per una famiglia di tre persone, 39 euro se il nucleo e’ composto da 4 persone), per l’acquisto dei capi di abbigliamento e per le calzature (18 euro all’anno per una famiglia di 3 persone, 20 euro se il nucleo è da 4) e per l’acquisto di mobili, elettrodomestici o articoli per la casa (13 e 17 euro).

Un proverbio cinese sostiene che “è difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia soprattutto quando non c’è”. Dopo i flop di cui sopra, la parafrasi è la seguente: difficile pensare che il governo prossimo venturo possa acchiappare soldi in un paese al lumicino dove i soldi son sempre meno."

(www.rischiocalcolato.it)

Insomma, ha un bel da dire il ministro tedesco Schauble che ci sono ancora margini per tassare il sud Europa, in realtà il limite è stato superato. Più si aumenteranno le tasse più si contraggono i consumi, e quindi diminuiscono le entrate fiscali, ottenendo l'opposto del risultato voluto. E' necessario operare esattamente nella direzione opposta, per rinvigorire la domanda interna, spostando la spesa degli italiani dalle tasse al consumo. Ma per fare questo lo Stato deve fare per forza deficit, ma un deficit che potrà in parte essere ripianato da un aumento dei consumi.

mercoledì 1 maggio 2013

La scimmia acquatica



"La scimmia nuda" è il titolo di un'opera divulgativa del 1967 di Desmond Morris, zoologo ed etologo in cui l'uomo per la prima volta, credo, veniva descritto dal punto di vista animale. La tesi di fondo del libro, è che l'uomo è un animale affetto da una malattia genetica che è stata la sua fortuna: la neotenia. Cioè, mentre generalmente gli altri animali hanno una fase di passaggio dall'"infanzia" all'età adulta molto rapida (un anno o due), nell'uomo questa fase si prolunga per molti anni, e la fase adulta non viene raggiunta del tutto. Nel frattempo il cervello ha la possibilità di crescere ed incrementare le sue complesse connessioni neutrali fino all'età di 20 anni.

Poi il libro tratta altre stranezze del nostro corpo umano. Non solo il nostro cervello è così diverso dagli altri animali. Anche altri organi sono singolari, anche se non ce ne rendiamo conto e pensiamo siano simili a quelli degli altri animali e mammiferi in particolare.

Per esempio la vista umana riapre il capitolo tra chi pensa che l'uomo in origine fosse una scimmia arboricola vegetariana e chi pensa che fossimo invece una specie terricola carnivora. In effetti l'impostazione della nostra vista contiene entrambe le caratteristiche vegetariane e carnivore.
Abbiamo un'ottima visione dei colori che ci permette soprattutto di verificare i colori caldi dei frutti maturi, del fogliame, distinguendo bene la vegetazione dal resto dell'ambiente. Ma nello stesso tempo abbiamo anche una buona visione frontale stereoscopica, indispensabile per individuare le prede, e mostriamo un certo piacere inconscio nell'osservare oggetti in movimento, cioè "obiettivi" che scappano a gambe levate.

Poi molti etologi da sempre si sono soffermati sull'evoluzione della mano, in particolare del pollice opponibile.  Si tratta di una parte del nostro corpo sicuramente essenziale per la nostra evoluzione di animale tecnologico. Ma in pochi pensano anche al nostro piede che è quasi unico nel mondo animale. Siamo gli unici, a parte alcune scimmie in certe occasioni, ad appoggiare il tallone al suolo. Se si esaminano le ossa dei quadrupedi, quasi tutti si appoggiano a terra su dita, o su dita e polpastrelli (gli equini e molti erbivori si appoggiano addirittura sulle unghie). In quasi tutti i quadrupedi il piede è molto più grande del nostro, in proporzione con il resto della gamba: occupa quasi metà dell'arto inferiore e consente ai quadrupedi di compiere salti a volte diversi multipli della loro altezza (per es. il gatto). Il nostro piede è invece un efficiente appoggio per rimanere in posizione eretta, ma non per compiere salti.

Fra le stranezze sulla nostra evoluzione Morris si occupa anche della possibilità che in passato l'uomo sia stato un animale semi acquatico. A supporto di tale tesi porta alcuni di elementi: l'assenza di pelliccia come in alcuni mammiferi acquatici, la camminata eretta facilitata dal guado, e la conformazione della valvola che regola le funzioni dell'apparato respiratorio e dell'esofago, che ricorda quello dei delfini.
Per quanto riguarda la mancanza di pelliccia (della scimmia nuda) in realtà Morris propone anche la teoria della neotenia, cioè il ritardo nello sviluppo verso lo stadio adulto: infatti comparando la nostra cute con quella dei gorilla, risulta che abbiamo lo stesso numero di peli a centimetro quadrato, ma l'80% dei nostri  peli non raggiunge lo sviluppo finale.

Comunque la teoria dell'uomo animale di origine semi acquatica ogni tanto ritorna, come informa questo articolo sul Guardian:

"Grandi cervelli, senza pellicce, seni paranasali... sono questi gli indizi della vita dei nostri antenati come scimmie acquatiche?

E' una delle idee evolutive più insolite mai proposte: gli esseri umani sono scimmie anfibie che hanno perso la loro pelliccia, hanno iniziato a camminare in posizione eretta e sviluppato grandi cervelli perché hanno cominciato a vivere bene ai bordi dell'acqua.

Questa è la teoria della scimmia acquatica e anche se trattati con scherno da parte di alcuni studiosi nel corso degli ultimi 50 anni, è ancora sostenuta da un piccolo, ma impegnato gruppo di scienziati. La prossima settimana si terrà una grande conferenza a Londra, con diversi oratori, tra cui David Attenborough, che potranno esprimere il loro supporto alla teoria.

"Gli esseri umani sono molto diverse dalle altre scimmie", afferma Peter Rhys Evans, un organizzatore di Human Evolution: passato, presente e futuro . "Ci manca la pelliccia, camminiamo in posizione eretta, abbiamo grandi cervelli e grasso sottocutaneo e abbiamo una laringe discendente, una caratteristica comune tra gli animali acquatici, ma non fra le scimmie."

I modelli evolutivi standard suggeriscono queste diverse caratteristiche apparse in tempi diversi e per ragioni diverse. La teoria della scimmia acquatica sostiene che si sono verificati perché i nostri antenati hanno deciso di vivere in prossimità di acqua per centinaia di migliaia o forse milioni di anni.

La teoria fu proposta nel 1960 dal biologo britannico Sir Alister Hardy, che credeva che le scimmie discesero dagli alberi per vivere, non nella savana, come di solito viene supposto, ma in insenature allagate, nelle rive dei fiumi o lungo le coste marine, alcune delle fonti terrestri più ricche di cibo. Per mantenere la testa fuori dall'acqua, si sono evoluti in posizione eretta, liberando le mani per rendere gli strumenti per rompere molluschi ed aprirli. Poi hanno perso i loro peli sul corpo e hanno invece sviluppato uno spesso strato di grasso sottocutaneo per mantenere il calore in acqua.

Gli scienziati hanno poi aggiunto altri attributi umani che rivendicano come di origine acquatica - Una recente aggiunta è il seno cranico, ha detto Rhys Evans, un esperto di testa e fisiologia del collo presso il Royal Marsden Hospital di Londra.

"Gli esseri umani particolarmente hanno grandi seni nasali, spazi nel cranio tra le nostre guance, il naso e la fronte," ha aggiunto. "Ma perché dobbiamo avere spazi vuoti nelle nostre teste non ha senso fino a quando si considera la prospettiva evolutiva. Allora diventa chiaro: i nostri seni nasali hanno agito come aiuti al galleggiamento che hanno contribuito a tenere la testa sopra il pelo dell'acqua."

Altri paleontologi liquidano alcune parti della teoria. Uno o due caratteristiche umane potevano essere sorte perché i nostri antenati erano raccolti in dimore vicino al mare, ma l'intero pacchetto di attributi - la mancanza di pelo, postura eretta, grandi cervelli, seni e altri - è davvero troppo, aggiungono.

"Penso che il guado di un ambiente acquitrinoso è buona una spiegazione, al momento, per la nostra andatura eretta come qualsiasi altra teoria per bipedismo umano" afferma il professor Chris Stringer del Natural History Museum di Londra. "Ma l'intero pacchetto della scimmia acquatica include attributi che sono apparsi in momenti molto diversi della nostra evoluzione. Se fossero tutti frutto della nostra vita in ambienti acquitrinosi, dovremmo aver speso milioni di anni lì e non vi è alcuna prova di questo. Per non parlare di come coccodrilli e altre creature avrebbe reso l'acqua un posto molto pericoloso".

Non è solo fisiologia umana che rivela il nostro passato acquatico, sostengono i sostenitori della teoria. La nostra biochimica del cervello è anch'essa rivelatrice. "L'acido docosaesaenoico (DHA) è un acido grasso omega-3 che si trova in grande quantità nel pesce", ha detto il Dott. Michael Crawford, dell'Imperial College di Londra.

"Aumenta la crescita del cervello dei mammiferi. Ecco perché un delfino ha un cervello molto più grande di una zebra, anche se hanno all'incirca le stesse dimensioni del corpo. Il delfino ha una dieta ricca di DHA. Il punto cruciale è che senza una dieta ricca di DHA da frutti di mare non avremmo potuto sviluppare i nostri grandi cervelli. Abbiamo ottenuto l'intelligenza mangiando pesce e vivendo in acqua.

"Più precisamente, ci trovano ora ad affrontare un mondo in cui le fonti di DHA - i nostri stock ittici -. Siamo minacciati da conseguenze cruciali per la nostra specie. Senza DHA abbondante, abbiamo di fronte un futuro di maggiori malattie mentali e di deterioramento intellettuale. Abbiamo bisogno di far fronte a tale urgenza. Questa è la vera lezione della teoria della scimmia acquatica ".

Nascita di una nozione

Originariamente delineata dal biologo Alister Hardy, l'ipotesi scimmia acquatica raggiunse risalto quando la teoria è stata ripresa dallo scrittore gallese Elaine Morgan nei primi anni '70. (Il suo lavoro precedente è stato incluso scrivendo episodi di Dr. Finlay's Casebook.)

Morgan non sopportava la spiegazioni degli attributi umani come la calvizie a prevalenza maschile. Secondo le idee dominanti, i maschi umani persero i loro peli del corpo trasportando la caccia a causa della necessità  di sudare copiosamente nel caldo africano. Ma nessuna spiegazione veniva data per spiegare la perdita di peli sul corpo femminile. Come risultato, Morgan si orientò verso la teoria della scimmia acquatica, che credeva fornisse una visione più equilibrata della evoluzione umana. Morgan ha scritto un resoconto popolare della teoria, "L'origine delle donne" , che è diventato un best-seller su entrambe le sponde dell'Atlantico. Proseguì con altri libri sull'argomento, tra cui "Le cicatrici dell'evoluzione" e "La scimmia ipotesi acquatica" . Più di recente, Morgan ha difeso la sua fede in una presentazione TEDx nel 2009 ."

(www.guardian.co.uk)